ANDREA ZANZOTTO Biglia (Pasqua e antidoti)

ANDREA ZANZOTTO
Biglia (Pasqua e antidoti)
Oh l’adorata dolcezza dello stare in alto
nella casupola abbandonata
nella gabbietta sospesa sospesa sospesa
dentro le colline, dove un divieto
tenue ma intero sbarrava fuori fuori
e fossero miracoli o dolori
ciò ch’era troppo estasi sfonda-cuori grippature.
Ermetica mia casetta
per dissimulati orgasmi e orge in sordina
ti fai ti fregi del tuo mai
da cui – ermeticamente – guardare le derive
i soccorsi fedeli le follie le sere
le storie false e vere
nell’invaso d’un uovo
allo svasarsi del cielo.
E certo. Prodursi a poco a poco: nella casupola
importante/sperduta sotto la cosmica cupola
nella celluzza a congegnare
acque correnti e bel di cielo
blu d’erbe e verdi di getto e pioggerelle in velo
e fruscii di conigli kikkirikì e bargigli
oh – metafisiche – oh – fisiche – oh non mai
sondate scrutinate apprezzate abbastanza
sonorità verginità e pigrizie
femminea lontananza ma quanto basta all’allure
[…]
(da “Pasque” , Mondadori, Milano, 1973)

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