Salento, terra d’ossa scavate dal vento, dove il sole esplode come dardo di Apollo sulle schiene nude. Qui, il lavoro ha il volto del martire, mani nodose come radici d’ulivo, che scrivono sulle pietre la dura grammatica della sopravvivenza: un…
Dardi al petto la tua grazia, maiolica il crinale lieve del tuo collo di primavera orientale, e pioggia vermiglia di corolle nei viali tenui soffusi. Dardi al petto la tua grazia, maiolica il crinale lieve del tuo collo di primavera…
E c’è un dolore non mio che me lo porto dentro… d’altri, dei tanti che pace non sanno trovare dentro sé stessi e brucano le pratoline del vicino, per non sacrificare la propria erbaccia malata. Di quella sterile gramigna, inutile…
Leggero leggero nel viaggio giungerò ad un cippo iscritto posto sul ciglio scandirà distanze alla Città che non conosco. Si! In andare. Si! Bevendo Stelle a scovar quel ch’è il pulsare veder lì pietra miliare distanze. Scelgo l’andare…
Ci siamo separati e riuniti,abbiamo seguito l’arteria principale.Chiusi in una grande chiesa,l’orologio di un mio amico hasmesso di battere.La calura rovinosa di luglioha desolato la vegetazione ingiallendolae per quanto ne so ho cercatoil mio destino: il senso;la mia identità: il…
I poeti non hanno pazienza infinitae l’inchiostro, oramai, ha le ore contate.L’ultimo menestrello della sortegiù per un vicolo di pietras’incanta all’incrocio ferreo dei balconiinterrotto dal rosso dei geranicome le ore noiose del meriggiodal cicalare breve e acuto dei bambini.Un vecchio…
Come erba nei parcheggi:segretamente. E il chiosco blu di persiane.difficile dire il contrario: era in piediin equilibrio sulle saggine di maestrale;nettamente in piedi contro una minieradi attese. Estraeva e lucidavarugiade millenarie da un temporaleuna vertigine alta di sereno.Poco più avanti…
Ma non ti stanchi, dolore, di rimanere sempre a te stesso fedele? Che te ne fai del farmi male: non ti dai l’eternità, se mi uccidi con me muori. Di te, invece, m’è venuta noia, né più il tuo vacuo…
Me ne vado persa tra le strade d’amare su cui si scrivono saluti blu. Me ne vado tra archi illuminati di notte, bianchi visi di santi erosi da un vento che viene da Sud. Pietre immense smussate: teatri di favole…
Tutto è fermointorno a me.Sono l’unicaattrice della scena.Guardo il cielo.Vivo la notte.Pensierivanno e vengonocome l’amore.Anzi no.L’amore rimane a un punto fermo.Sono io ad andar altrove.