dalla biografia sul sito di Elio Pagliarani:
Incominciai “La ragazza Carla” a Milano fra settembre e ottobre del ’54, erano da poco iniziate le scuole… Ricordo che iniziai a scrivere, a mano, durante un compito in classe di italiano che avevo assegnato alla scolaresca, di terza media, mi pare. E l’inizio del poemetto è rimasto proprio quell’inizio: “Di là dal ponte della ferrovia una trasversa di viale Ripamonti / c’è la casa di Carla…”. La vicenda del poemetto, cioè la moderna educazione sentimentale, cioè come si impara o non si impara a crescere, ce l’avevo già tutta o quasi: avevo scritto nel ’47-’48, cioè proprio nel tempo del racconto della Ragazza Carla, quando ero impiegato come traduttore dall’inglese e dattilografo in una Società milanese di import-export, una cartella e mezzo per un’eventuale soggetto cinematografico da proporre, possibilmente, alla coppia De Sica-Zavattini. Un’idea velleitaria di un ventenne.
Il soggetto non venne recapitato a nessuno e me lo ritrovai per caso in una qualche cartella, alcuni anni dopo, quando già pensavo alla necessità di ridurre nei miei componimenti l’invadenza del mio io.
La ragazza Carla
1
Di là dal ponte della ferrovia
una trasversa di viale Ripamonti
c’è la casa di Carla, di sua madre, e di Angelo e Nerina.
Il ponte sta lì buono e sotto passano
treni carri vagoni frenatori e mandrie dei macelli
e sopra passa il tram, la filovia di fianco, la gente che
[cammina
i camion della frutta di Romagna.
Chi c’è nato vicino a questi posti
non gli passa neppure per la mente
come è utile averci un’abitudine
Le abitudini si fanno con la pelle
così tutti ce l’hanno se hanno pelle
Ma c’è il momento che l’abito non tiene
chissà che cosa insiste nel circuito
o fa contatto
o prende la tangente
allora la burrasca
periferica, di terra,
il ponte se lo copre e spazza e qualcheduno
può cascar sotto
e i film che Carla non li può soffrire
un film di Jean Gabin può dire il vero
è forse il fischio e nebbia o il disperato
stridere di ferrame o il tuo cuore sorpreso, spaventato
il cuore impreparato, per esempio, a due mani
che piombano sul petto
Solo pudore non è che la fa andare
fuggitiva nei boschi di cemento
o il contagio spinoso della mano.
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