Davanti a te, impavida
un’immagine d’arsura c’era
la povera frescura della sera
cercava di dar calore a te, livida.
Nell’aria c’era già dolore,
incertezze, speranze, amore,
di fronte a te, l’albero delle arance,
gioia d’autunno, ultimo fiore.
La pergola questa volta portò sventura,
ti tenne come una mamma
ma, abbracciarti così è contro natura,
è brutta questa ninna nanna.
Di te, piccolo fiore, resterà ben poco
se non il vociare delle comari
che è forte come un’eco,
quando passerai fra gli altari,
e dopo il dolore di chi ti ha amata
e perduta in un giorno
sarai sempre ricordata,
per il duro viaggio senza ritorno.
- foto di Giusy De Santis –


