Antonio Verri, “La Cultura dei tao”

“Le parole, soprattutto per me, sono un po’ come ciràse (una tira l’altra), febbraio è sempre un mese corto e amaro, le serpi sono ancora nascoste e le rane non cantano ancora… ma sono il figlio della storia del miglio e del mortaio, della camomilla dorata della sera, quello che perdeva gli occhi su quel vecchio comò a casa della nonna, con la campana del santo, due candelieri argentati, un centrino sul marmo, qualche fiore la cui continua freschezza è l’effetto di un incanto…”

Leave a Reply