ANNA LEO – Dalla raccolta ‘19.30’

Strade sassose in salita,
deserte e silenti
salgono verso il buio della notte, attraversano gli usci socchiusi.
Nelle lampade incerte di luce,
mio padre intorno al braciere.
La sua voce nell’ odore di una pigna bruciata mi porta in inverni lontani,
quando con la mia testa
sul suo petto frugava ricordi e mi raccontava una favola, mai scritta.
Era bella.
Era la sua.
Era vera.
L’ ho chiamata Eterna.

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