in questo post non c’è poesia
né prosa né posa
siamo atomi sacri
sacrificio di dei particellari,
il cuore astrale delle cose
che siamo ci distrae da:
la bicicletta passante alla via
che chiude il ciclo di sguardi;
l’acqua tra la mano del negoziante
e gli euro dell’avventore;
la mascherina abbassata sul
vociferare nascosto del virus;
il languore di un’estate di fantasmi
e discordie familiari piccolissimo
borghesi e in odor di pathos patologico.
tramonta un’altra birra
sulle spese di pensiero:
quando morirò sarò colmo di tutte le altre morti?
e avrò in silenzio reso grazie all’umanità
che mi ha per poco ospitato sul pianeta?
chissà se adesso sono davvero vivo
e se tu mi ami.

-foto di Giusy De Santis-diritti riservati-



