ANTONIO L. VERRI

(a Biagio Colazzo, a sua moglie)

Sento il mare i cocci
del Ciataro le vistose fortune
il pane di mia madre il sangue
le favole i racconti dell’orco.
Questo c’è da dire. Scoprire
il limite del non vissuto
i destini caprini il senso
del distacco. I sassi
che ho sopra le parole
messe in bocca. Tutto.
Poiché non posso nel Duemila
a Maglie storcere il viso
la luna gli occhi i profumi
di ragazzo contro il tempo
il limite di scrittura
le pene i lazzi. Sotto la tettoia
barocca, al caffè della Libertà,
per mortificazioni
del tutto letterarie.
da Micisca! (1980/81) in Il pane sotto la neve, Kurumuny, Calimera, 2003

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