MARCIA THEOPHILO

nella notte l’uno accanto all’altro
dormono i bambini
avvolti nei giornali, in case di cartone
un occhio chiuso, l’altro semiaperto
occhi a forma di luna nascente
un triangolo per bocca
il braccio ad angolo retto
**
Le mie radici profonde hanno vissuto
insieme a grandi piogge e fiumi:
io ho un passato
ho visto albe splendenti, luminose
ho visto sole e luna dentro le acque
io, Janaúba, albero di stirpe antica
io, albero immortale
le mie sementi: puro pensiero
acqua il mio dio supremo
e sole.

  • da Amazzonia verde d’acqua, Mondadori, Milano, 2020 (336 pagine, 22 €) –
    Nel vortice e nell’incanto di queste pagine si realizza al livello più alto il grande canto dell’Amazzonia di Márcia Theóphilo, che nei decenni ha composto un disegno epico articolatissimo, una narrazione in versi che è poesia di fantasmagorica atmosfera.
    Con strenua vitalità, l’autrice ci parla di un mondo dove la natura – di cui gli umani sono semplice parte – «lavora senza posa», e dove agisce un’energia diffusa e inarrestabile, nel movimento di un continuo rinascere. La poesia di Márcia Theóphilo, nota fin dagli esordi in ambito internazionale, si impone per una rara ampiezza di respiro, che le consente di convocare sulla pagina umani personaggi e figure mitologiche, in un vorticare prodigioso degli elementi, dove «non solo gli animali ma tutto in natura ha un’anima», o dove operano senza sosta «memorie di verdi immensità». In questa esoticissima realtà troviamo la dea Giaguaro, che «si trasforma in tutte le cose / che vivono sulla terra / piante e animali / fiumi e piogge», mentre anche «gli alberi raccontano la loro storia». Ma è l’io stesso dell’autrice a mescolarsi alle molteplici presenze di un reale magico e immenso, fatto di «impensate foreste senza fine / di fiori e frutti tropicali / e cuori di antichi animali», su cui la nostra ormai plurisecolare “civiltà” opera con colpevole indifferenza o ottuso disprezzo. Ed ecco, allora, il suggestivo spargersi della poetessa nei suoi versi e il continuo rigenerarsi della sua opera, in simbiosi intatta con l’habitat delle sue radici, con l’orizzonte naturale in cui da sempre si esprime e ci comunica la sua inconfondibile, preziosissima, testimoniale presenza poetica.

Leave a Reply