Pausa di Maria Gabriella de Judicibus


Il muro di cinta circonda
sempre più alto, la vita
e dell’orizzonte preclude
i percorsi se non il tramonto.
che incendia il mio cielo.
Chi ha eretto quel muro
mi chiedo e quando.
Intorno fantasmi
e fardelli, brandelli
di cose iniziate
e lasciate
senza esser finite.
Nel mondo a mia immagine, pagine
ascose, radiose, fiori
del mondo fuori, dentro
silenzio e fragore immenso.
Nel cuore permane leggero, aereo
quasi, un profumo, un suono
-chi sono e chi ero- mi chiedo.
E siedo, le mani in grembo

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