SEAMUS HEANEY, Field Work-Lavoro sul campo

Dopo un’uccisione
Eccoli là, come sbocciati alla nostra memoria,
come se i fondatori inquieti fossero tornati in vita:
due giovani con fucili sulla collina,
profani e spavaldi come i loro strumenti.
Chi soffre per la nostra sventura?
Chi sognò che tra di noi potessimo vivere
nella pioggia, nella luce vagliata, tra pietre seccate dal vento?
Basalto, sangue, acqua, lapidi, sanguisughe.
Nella neutra originaria solitudine
da Brandon a Dunseverick
penso a fiori dagli occhi piccoli, sopravvissuti,
all’agognata, indisturbata orchidea.
Vedo una casa di pietra presso un molo.
Spazio vitale. Luce da un’ampia finestra.
Il cuore esulta. Fai venti iarde
fino alle barche e compri un maccarello.
E oggi una ragazza entra in casa da noi,
porta un cesto pieno di patate novelle,
tre cavoli verdi raccolti, carote
col ciuffo e terra ancora fresca a ricoprirle.


Seamus Heaney, Field Work-Lavoro sul campo, traduzione e cura di Leonardo Guzzo e Marco Sonzogni, Biblion Edizioni, Milano, 2020, 150 pagine 15,00 €-


“La traduzione italiana di quest’opera, rimasta fino a oggi inedita in Italia, completa la storia editoriale della poesia di Seamus Heaney nella nostra lingua – unica al mondo in cui ciascuna raccolta sia stata tradotta integralmente e pubblicata con il testo originale a fronte. Questa nuova prestigiosa edizione riporta all’attenzione del pubblico italiano Heaney, premio Nobel 1995 per la Letteratura – conferitogli per la «bellezza lirica» e la «profondità etica» delle sue opere che «esaltano i miracoli quotidiani e il passato vivente» –, i cui scritti in versi e in prosa sono letti, studiati e tradotti in ogni angolo del pianeta. In Lavoro sul campo Heaney si confronta con le turbolenze politiche dell’Irlanda, in una prospettiva tutta umana – dei contadini invasi dalle milizie, delle vittime a vario titolo della guerra civile, dei precursori storici di queste vittime, addirittura dei loro alter ego simbolici e letterari – e l’impianto narrativo della raccolta si risolve in gran parte nella costruzione di un “sacrario”, un campionario di personaggi esemplari che parlano al lettore e lo suggestionano. Il pescatore burbero di Vittima, che cerca l’infinito sul mare e muore violando il coprifuoco; il cugino assassinato in un agguato nella stagione più cupa dell’odio; il social worker ucciso anonimamente con un colpo di pistola a bruciapelo; il “cantore” appoggiato alla porta del suo tugurio, custode dei suoni della terra; la donna che viene a prendere acqua alla fontana; la moglie amatissima, trasfigurata in lontra, sognata come una viaggiatrice dell’oltretomba: tutti compongono un mosaico indimenticabile di emblemi viventi. È la forza delle loro vite e delle loro morti, del loro esempio, a delineare la “dottrina” di Heaney, il suo appello a restare umani di fronte all’insidia della barbarie, la sua rivendicazione di ostinata fedeltà alla bellezza e alla gioia di vivere.”

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