IL SENSO DELLA VITA E LA BREVITÀ DELL’ ESISTENZA: POETI DI IERI E DI OGGI

(a cura di Mimì Mastria)

Minmermo (poeta greco 670 ca a.C.- 600 ca. a. C.)

Al modo delle foglie

Al modo delle foglie che nel tempo

Fiorito della primavera nascono

E ai raggi del sole rapide cresco,

noi simili a quelle per un attimo

abbiamo diletto del fiore dell’età

ignorando il bene e il male per dono dei Celesti.

Ma le nere dee ci stanno sempre a fianco,

l’una con il segno della grave vecchiaia

e l’altra della morte. Fulmineo

precipita il frutto di giovinezza,

come la luce d’un giorno sulla terra.

E quando il suo tempo è dileguato

è meglio la morte che la vita.

(traduzione di Salvatore Quasimodo, Tutte le poesie, Milano, A. Mondadori, 1995)

Anna Achmàtova (poetessa russa Odessa 1889 – Mosca 1966)

Io ho appreso a vivere

Io ho appreso a vivere con semplicità, con saggezza,

a guardare il cielo e a pregare Iddio,

e a girellare a lungo innanzi sera,

per stancare l’inutile angoscia.

Quando nel dirupo frusciano le bardane

e declina il grappolo del sorbo giallo-rosso

io compongo versi festevoli

sulla vita caduca, caduca e bellissima.

Ritorno. Mi lambisce il palmo

Il gatto piumoso che ronfa con più tenerezza,

e un fuoco smagliante divampa

sulla torretta della segheria lacustre.

Soltanto di rado squarcia il silenzio

Il grido d’una cicogna volata sul tetto.

E se tu busserai alla mia porta

Mi sembra che non udrò nemmeno

(in Poesie russe del ‘900, Parma, Guanda, 1954)

Clemente Valacca (Professore di lettere latine e greche – Maglie 1870 – Messina 1926

Tristu pinsieri

Comun a varca mmenzu de lu mare

Quannu ècurpita de na gran timpesta,

jeu vau ncontru a la morte, e c’aggiu fare

nu sacciu, ma minatu de li jenti

tremu pensannu, e quistu me mulesta,

ca doppu mortu nu saraggiu gnenti.

E dicu suspirannu:

“De la varca scasciata quarchedunu

Po’ cchiare pe mimoria nu ligname,

ma de la vita mea gnenti nisciunu”.

E l’anima me trema pe lu nfannu.

(tratto da Poesie in dialetto Magliese A cura di Nicola G. De Donno, Lina Leone, Nella Lionetto – U.T.E. Maglie 1992)

Traduzione

Triste pensiero

Come una barca nel mezzo del mare

quando è colpita da una gran tempesta,

io vado incontro alla morte, e che devo fare

non so, ma sbattuto dai venti

tremo pensando, e questo mi molesta,

che dopo morto, non sarò più niente.

E dico sospirando:

“Della barca scassata qualcuno

può trovare per memoria un legno,

ma della vita mia nessuno niente”;

E l’anima mi trema per l’affanno.

Pina Petracca (poetessa ed insegnante – San Cassiano)

Limpidi

Filtriamo i giorni

su garze di parole

e seppelliamo

grumi pesanti

dai leggeri fluidi.

O sedimentiamo

affrancati dal tempo

fanghiglia e sassi

fino a restare limpidi.

Così dolce sarebbe poi

morire.

27 aprile 2019 h. 13.29

(tratto da “Sabbia di confine”, Edizione Esperidi, Monteroni di Lecce, 2022)

Foto dal web

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