TRA ROMA E IL SALENTO: Arturo Onofri e Girolamo Comi

A cura di Tina Cesari

Girolamo Comi (1890-1968) e Arturo Onofri (1885-1928) rappresentano la linea detta “orfica” da Pasolini.

“Spirito d’armonia” è il libro definito da Donato Valli, “difficile, ostico, con richiami ad autori stranieri non incontrati nei precedenti studi”.

Nel sonetto conclusivo, che dà il titolo all’opera, si nota lo spirito d’armonia che governa il mondo, la trasfigurazione finale dove l’uomo diventa bene assoluto, parte integrante dell’universo.

Donato Valli individua il nesso Comi- Onofri che è certamente innegabile ed è una delle più vitali linee della lirica italiana del Novecento.

Anche Marco Albertazzi, nella stessa introduzione al volume, sostiene che Comi, Onofri e Fallacara sentono di appartenere ancora al Tutto.

Il volume” poesie edite e inedite” di Arturo Onofri, il poeta metafisico, è curato dalla studiosa Anna Dolfi che riconosce come consonanze tra i due autori il desiderio d’armonia e l’ansia di purezza, oltre che il privilegio del mondo vegetale come mezzo di fusione con il divino.

Tuttavia, come si può notare nella lettura comparata delle due poesie che abbiamo scelto per voi, “Anticipazioni” e “Spirito d’armonia”, rispettivamente di Onofri e Comi, il poeta di Casamassella va oltre il tentativo del primo di trovare un momento di estasi, il cosiddetto Nirvana, cercato nella natura in quanto ha trovato una fusione perfetta e armonica con l’universo testimoniata dai numerosi termini musicali che esprimono la totale compenetrazione degli elementi di cui lui stesso fa parte.

La poesia di Girolamo Comi è tratta dalla raccolta “Spirito d’armonia”, Gorgonzola, La Finestra, 2015 e fa parte della collana diretta da Marco Albertazzi.

La poesia di Arturo Onofri è tratta dalla raccolta “ Poesie edite e inedite”, Ravenna, Longo Editore, 1982, con introduzione e apparato critico di Anna Dolfi

(a cura di Tina Cesari)

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