che me lo porto dentro…
d’altri, dei tanti che pace
non sanno trovare dentro
sé stessi
e brucano le pratoline del
vicino, per non sacrificare
la propria erbaccia malata.
Di quella sterile gramigna,
inutile a chiunque, recintano
la propria prigione. Sono
come mosche impazzite:
insistono a cozzare contro
il vetro, con la finestra
ben aperta…
La parola
La parola resta
gravida
di silenzi…La mia
anche di più,
nell’istante che sventa
la notte,
mentre tacciono
i pensieri
nelle lenzuola raggomitolati
e l’aria è pulita dai grovigli
inutili, dagli altrui tormenti.
Dalla raccolta appena edita, intitolata “La gratitudine”, Lupieditore, 2023.




