VITTORIO FIORE

E trovo lieti sogni e infinita
la pena che quieta passa
nel mio sangue,
sarà forse questo tedio il lievito del futuro.
Tu non credere all’uggia come un male
ma il vuoto che nutre goccia a goccia
la speranza, le cose che ci prendono, tristezza
di esili non tentati, di mute antiche pietre
perché dalla noia abbiamo imparato a salvarci con la noia,
dal vuoto con il vuoto,
è vano negarlo.
-da Io non avevo la tua fresca guancia – Poesie 1952/1996, Palomar, Bari, 1996

Leave a Reply