Io da grande
voglio fare il meridione
lasciarmi alle spalle
i pettegolezzi dei cavi telefonici
la puzza sotto il naso dei grattacieli
e vedere dove va a finire
una luna, una cometa, un’alluvione.
Voglio coricarmi
dove il sole va a dormire.
Perderò delle cose, certo,
la sagoma dei monti a tramontana
l’emozionarsi di luci nel centro di Milano
non saprò mai cosa cerca sottoterra
notte e giorno la metropolitana.
Ma fare il sud è il mio sogno da bambino
fare
la frutta sui banchi del mercato
o il fuoco d’artificio sulla bocca della gente
stare giallo in cima ad un limone
sventolare a sera su un terrazzo
così felice
e quasi niente.
E poi se fai carriera
puoi farti luce
ed orzo sulla schiena delle donne
puoi scendere, scirocco, lungo i seni
correre al mare sparpagliato
in mille pieghe, restare senza fiato
tra le gonne.
Ma fare il meridione
non è cosa da tutti
devi essere disposto
a ospitare sulla pelle fichi d’india
a graffiarti il cuore tra gli ulivi
a restare solo
nel silenzio ostinato dei muretti a secco.
Dicono che sia un lavoro che consuma
che non dà soddisfazione.
Ma a me piace
sentire l’amore freddo delle stelle
non capire le domande delle onde
e credere
alle strade di paese.
A me piace
fare il meridione.




