Sulla vecchia via Malennia piano piano
col Galateo in spalla
riluttante
non è una mezzaluna al cortisone
tra grosse palle turche e vecchia gente otrantina
e c’è anche la Rina e poi la Corti, ma molta molta
tremenda umanità.
Più in là c’è mia madre. Che è rissosa e tremenda anche.
Ha spalle così la mia gente e i martiri negli occhi.
C’è anche l’Alfredo di cartapesta
sulla vecchia via Malennia, col suo tonfo al cuore
ma pronto a fuocheggiare. Di santi vive, di gesso dico!
Apre la Mezzaluna un suo discorso
noi non abbiamo tempo e siamo troppo rissosi
credo sulla vecchia via Malennia piano piano
con nostra madre ammattita dal dolore.
C’è troppa pace al Sud
e poi c’è troppo Sud e basta. Anzi no. C’è la gatta Giulia esasperata
quando anche due figli e un treno e l’orzo e il riso
cinque acini di grano sopra il letto
il numero tre o toccare il pazzo che porta fortuna,
non bastano, e invecchiano madre mia.
Sto con te, lo sai, e col tuo vecchio cuore di contadina
ma cerco, e devo cercare madre, continuamente
modi nuovi o parole di sangue. Tu, se vuoi,
pensa pure a linguette di rosso pomodoro
o ai tuoi rossi tramonti di giovane sposa.
Da “ Il pane sotto la neve”, Kurumuny, San Cesario, 2003.




