ANTONIO LEONARDO VERRI

Sulla vecchia via Malennia piano piano

col Galateo in spalla

riluttante

non è una mezzaluna al cortisone

tra grosse palle turche e vecchia gente otrantina

e c’è anche la Rina e poi la Corti, ma molta molta

tremenda umanità.

Più in là c’è mia madre. Che è rissosa e tremenda anche.

Ha spalle così la mia gente e i martiri negli occhi.

C’è anche l’Alfredo di cartapesta

sulla vecchia via Malennia, col suo tonfo al cuore

ma pronto a fuocheggiare. Di santi vive, di gesso dico!

Apre la Mezzaluna un suo discorso

noi non abbiamo tempo e siamo troppo rissosi

credo sulla vecchia via Malennia piano piano

con nostra madre ammattita dal dolore.

C’è troppa pace al Sud

e poi c’è troppo Sud e basta. Anzi no. C’è la gatta Giulia esasperata

quando anche due figli e un treno e l’orzo e il riso

cinque acini di grano sopra il letto

il numero tre o toccare il pazzo che porta fortuna,

non bastano, e invecchiano madre mia.

Sto con te, lo sai, e col tuo vecchio cuore di contadina

ma cerco, e devo cercare madre, continuamente

modi nuovi o parole di sangue. Tu, se vuoi,

pensa pure a linguette di rosso pomodoro

o ai tuoi rossi tramonti di giovane sposa.

Da “ Il pane sotto la neve”, Kurumuny, San Cesario, 2003.

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