rasentavo le vertigini,
solo l’aureola del bucato
al sole mi salvava.
La conta delle antenne
mi dava il battito
del fremente vicinato
che giù per la via
con l’ ambulante
intesseva trame
di spiccioli preziosi.
Non chiedo più
ragioni a questo vuoto
benché i silenzi urlino
nel capitombolo dei giorni.
Da questo cielo cupo
di mitraglie
e di bucato lacero
chiedo solo
di non cadere.
Oppure un volo.
P.P. 11 04 22 h22.3O




