Da Maglie (lettera ms.) – s. d. (1985?)

Caro Antonio,

tu da un po’ di tempo in qua, hai un difetto, grosso, che poi non è un difetto: succede. lo sono morto da un bel po’, perciò riesco a scrivere poesie meravigliose, che a te, morto sul serio, sfuggono. Ti sei accostato a un altro morto. Ti capisco. Due morti sono il massimo. Come fanno a capirmi? Fai come vuoi. Ti amo lo stesso.

Tuo Salv. Toma

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da Antonio Verri, L’epistolario, a cura di F. Bevilacqua, E.Larini, M. Nocera, G.Pranzo Zaccaria, Oltretutto libri, Lecce, 2018, pag. 109.

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