tu da un po’ di tempo in qua, hai un difetto, grosso, che poi non è un difetto: succede. lo sono morto da un bel po’, perciò riesco a scrivere poesie meravigliose, che a te, morto sul serio, sfuggono. Ti sei accostato a un altro morto. Ti capisco. Due morti sono il massimo. Come fanno a capirmi? Fai come vuoi. Ti amo lo stesso.
Tuo Salv. Toma
***
da Antonio Verri, L’epistolario, a cura di F. Bevilacqua, E.Larini, M. Nocera, G.Pranzo Zaccaria, Oltretutto libri, Lecce, 2018, pag. 109.




