Ci siamo separati e riuniti,
abbiamo seguito l’arteria principale.
Chiusi in una grande chiesa,
l’orologio di un mio amico ha
smesso di battere.
La calura rovinosa di luglio
ha desolato la vegetazione ingiallendola
e per quanto ne so ho cercato
il mio destino: il senso;
la mia identità: il non senso.
E l’orologio era ancora fermo,
immerso nell’eternità;
fino a quando uscendo dalle
mura di tufo ha ripreso
a battere e il mistero profondo… (l’io)
ha reclamato il suo inventore
in carne ed ossa e la
risoluzione dell’enigma.




