A cura di Tina Cesari
“Via dei glicini”
moriva in fondo al portico
imbiancato a calce
ed al tramonto
le case tutte uguali
respiravano malinconia.
Scricchiolavano
i vecchi fanali
al vento dell’autunno
e il pioppo antico
regalava il suo concerto.
“Via dei glicini”
resiste nella mia memoria
e quando posso
io la ripercorro.
Abita ancora qui
il mio primo amore
e so che aspetta da tempo
il mio ritorno.
Da: “Scende amara la sera”, Panico, Galatina, 1999.




