GIOVANNA MELETI – L’AMORE DI GIOVANNA

(a cura di Rocco Aldo Corina)

Ciao Giovanna, tu, l’hai detto tu, odii il momento in cui hai visto la luce, e hai detto questo pur amando l’amore. E non è luce l’amore? Tu ami la luce, Giovanna, perché è luce l’amore e tu lo sai. Se non fossi nata il mondo non avrebbe conosciuto il tuo amore, l’amore che salva voglio dire.

Tu «Signore», così dici, «hai scelto» «me» «forse perché volevi donarmi la sofferenza di Tuo Figlio/ forse perché volevi guardare al mondo/ con gli occhi puri di chi soffre» «e trovo dentro di me la speranza che non mi abbandonerai». Sì, è così Giovanna, il Signore non ti abbandonerà. Pur Lui ha sofferto e l’ha fatto per noi. «Forse – dici ancora – sei stato troppo duro con me» e pur «sento che il mio cuore Ti perdona». Anche Lui perdona, e lo sai, Giovanna cara! So che intendi bene il mio dire!, perciò ami e ami e ami, ami tu in maniera grande!

«Vorrei amare tutto il mondo», dici. E non è luce questo amore? Come potresti amare se non avessi la luce? Sì, Giovanna, tu ami perché è in te la luce, quella vera, quella dell’anima che ti fa luce, che dà luce al tuo cuore, che ti fa amare pur nella tristezza che spesso t’invade. «Vorrei essere felice», «ma sono triste», tu dici, e mi vien da piangere quando parli così.

«Vorrei tutto», ma «non so nemmeno io cosa vorrei!». Forse vorresti trovare in te una bellezza ancor più grande da offrire a noi? So che è così e per questo ti ringraziamo.

«Se potessi camminare/ credo che ritornerei su questa sedia», «per dar sempre amore». E non è luce questa? «Ho bisogno di qualcosa», dici, «ho bisogno di qualcuno/ qualcuno da aspettare/ qualcuno da spettinare/ qualcuno da prendere in giro/ qualcuno che mi soffi nelle orecchie/ che mi dica mille cose», «qualcuno a cui pensare/ qualcuno per cui sospirare/ qualcuno che mi tiri i capelli/ qualcuno che mi tormenti le labbra/ qualcuno da mandare a quel paese/ qualcuno con cui fare pace» «con un bacio».

L’ho cercato il tuo libello tra le mie carte, tra i miei libri, e l’ho trovato. L’ho letto con attenzione, ho capito che soffri per salvare noi. Che grande amore è il tuo!

«Perché proprio io?», «forse mi volevi come giglio del Tuo cielo», ma «la mia vita» «è il sogno di nessuno». È vero. Non tutti lo sopporterebbero il tuo dolore, tu invece lo sopporti, ma per dare a noi salvezza nelle regole di amore.

Non è facile comprendere quel che dico, lo so, so che non è facile, eppur so che tu lo comprendi. Amica cara, ti vogliamo bene, noi tutti ti vogliamo bene, anch’io ti voglio bene. Infatti t’ho cercata e ti ho trovata bella come sei nei tuoi pensieri, nelle tue parole, nella tua anima. Certo hai bisogno degli altri per vivere, ma so che per gli altri sei la gioia, di più per chi ti sorregge e ti sta accanto – ne son convinto – sicuramente per amore.

Anche in amore ci son tanti gradini, anche in Paradiso è così. E tu Giovanna sei sul gradino più alto. «Perché proprio io?», dici. Perché sei in grado di insegnare a noi cos’è la vita.

Camminare con le parole è il libello di Giovanna Meleti, il tuo libello. Anche la Vita nova è un libello e il tuo è bello come quello perché dove c’è amore c’è bellezza.

«Vorrei amare tutto il mondo», «ma il mondo non mi tende le mani», eppur «basta un saluto», «un semplice saluto», «a ridarti un soffio di felicità». Ma «non chiedermi di lasciarti», «non posso» perché «ti amo». E, a proposito di tristezza, «se vuoi sapere cos’è» «guarda nei miei occhi», «loro sapranno dirti tutto», «guarda nei miei occhi/ se vuoi sapere cos’è la tristezza/ e se vedrai qualcosa luccicare/ non preoccuparti/ è solo una lacrima». «Perché hai scelto proprio me?», Signore.

«Perché hai voluto me in questo mondo?, dice padre Turoldo, e ancora:

«Agli altri le facili intese, il gesto mite e la speranza», «a me il desiderio che subito è cenere», «a me il disegno sempre infranto/ e la interiore tenebra che nessuno dirada».

«Perché mi hai chiamato tanto alto?/ Così cara è questa terra/ così dolce questo sangue!».

«Pietà, Signore, e luce/ perché io veda quanto/ Tu pure sia solo e senza pace».

Tu, Giovanna trovi il cielo «sporcato di stelle» perché – per il male che è al mondo – esse non danno più luce, eppur lo ami e ami «i bimbi perché sono innocenti». «La mia vita» «è il sogno di nessuno», dici pure. Ma perché così parli se ami l’amore?

Sì, «amami», «amami» dici, «perché non esiste ragazza al mondo» «che ti ami più di me». Potrei scrivere immensi fogli su te, Giovanna, ma mi fermo. Per un attimo – un attimo che va all’infinito – voglio gustare il tuo sguardo, il tuo sorriso, il tuo volto fatto d’azzurro, il tuo cuore invincibile nell’amore. Sei grande, lo ripeto, lo ripeto, lo ripeto perché tu e l’amore siete una cosa sola. Tu sei l’amore, tu sei la vita per noi e non esagero se dico che sei l’amore per il mondo.

Basta una goccia nell’oceano per farlo bello, una goccia purché sia pura e tu – per far bello il mondo – la puoi lanciare perché è solo amore.

IL MONDO

Per la strada ho incontrato un ragazzo cieco

Mi sono fermata a guardarlo

Si è avvicinato

Mi ha sfiorato il viso con la mano

Mi ha chiesto com’è la luna

Mi ha chiesto com’è il sole

Mi ha chiesto com’è il mondo

E io piangendo l’ho inventato

AMARE

Se ami la ricchezza non mi amare

Ci sono ragazze più ricche di me

Se ami la bellezza non mi amare

Ci sono ragazze più belle di me

Però se ami l’amore

Allora amami

Perché non esiste ragazza al mondo

Che ti ami più di me

MOMENTI

Ci sono momenti in cui anche sperare

Sembra inutile

Momenti in cui la pioggia

Assomiglia alle tue lacrime

Momenti in cui ti senti

Distrutta inutile finita

Momenti in cui ti senti incompresa

Momenti in cui vorresti essere un gabbiano

Per volare via

Ti dicono che sono momenti

Ma la vita è fatta di momenti

Leave a Reply