Qui
dove la memoria già annegata
in orientali pozzi di petrolio
si nutre con pane del passato
piantammo fiori e rape
e tabacco e ulivi in ogni lato
qui dove silenzio è puzza di sudore
(miserevole atavico retaggio)
respiro ancora il sangue nostro
che come volle Iddio fu buttato
qui dove il destino appare scritto
su alberi ingialliti dall’autunno
l’ululato di cani senza luna
segnala tra i giorni il più oscuro
qui
dove l’acqua è maledetta
e la terra malata d’abbandono
tra solchi bruciacchiati
affiora sfolgorante come l’oro
un coccio di bottiglia.
Cutrofiano, 19 settembre – Lecce, 6 ottobre 1990
(Tratto da: Tempo sospeso – Quaderni di “Collettivo R” – “Atahualpa”)




