Ho guardato tra le rughe degli ulivied ho intravisto l’onnipotenza.Da loro ho imparato la pazienza,la compostezza della vecchiaia,l’immensa fierezza e la saggezza.E l’amore per la terra assetata,bagnata solo dal sudore,stretta tra le mani come oro e ocracome fanno le radiciche…
Dipanare l’istante non so.Mi sfibra senso di stanca.Le ancore sul fondo sopitesmuover non ardisco.Silenzio m’avvolgeoblìo mi tenta.Parole parchepassi minuti e stanchi.La coltre d’anonima oscuritài sensi avvolge.Lasciatemi al mio Sud trasverso.M’ attraversi l’animaultima verità,senza motosenza desideriosenza ricerca.
Scappo dai templi dove stimano gli accenti dai vangeli secondo “sic et simpliciter”, dell’antico canto del passero m’invago e dell’ondare lento d’un campo di grano. Assaporo i silenzi assopiti dei trulli dall’alto di specchie sospese nel tempo, mi protendo dubbiosa…
Al muro basso del terrazzo rasentavo le vertigini, solo l’aureola del bucato al sole mi salvava. La conta delle antenne mi dava il battito del fremente vicinato che giù per la via con l’ ambulante intesseva trame di spiccioli preziosi.…
ognuno di voi, vessato dal segno ha scavato idrografie sommerse per scongiurare la sete spaccata della terra su cui muoviamo a stento E si è allacciato alla nudità estrema di un filo d’erba spezzato verde nella stagione in cui risorgono…
Il più prezioso dono Non mi servono mani per toccare né orecchie per sentire né occhi per vedere né mente per pensare. Perché è dentro me nello spazio profondo dove l’anima alberga che è nascosto il mistero che fuoriesce sconvolgendo…
Qui dove la memoria già annegata in orientali pozzi di petrolio si nutre con pane del passato piantammo fiori e rape e tabacco e ulivi in ogni lato qui dove silenzio è puzza di sudore (miserevole atavico retaggio) respiro ancora…
Vengo a portarti in dono una nuvola del vento di settembre un velo di parole accartocciate un sorriso una lacrima di sole come segreto nascosto all’ombra del tuo cielo
RABBIA Se fossi poesia urlerei a squarciagola affinché il mare possa sentire il turbinio della mia anima. Se fossi poesia amerei solo i fiori gli animali simboli di innocenza e purezza. Se fossi poesia piangerei per l’uomo solo che brancola…