Nell’aria (di COSIMO RUSSO)Senti come ti parla il mio cuorepulsa battiti sinceri ritmatise mi tieni stretto guardiamocome il tempo abbia ripresoa sussurraresenza più ruggirecon naturalezzatutto di nuovo rischiaratofedele a se stessogli alberi sono ritornati nella bellezza primaverileil mare è più…
Uno, in piedi, conta gli spiccioli sul palmol’altro mette il portafoglio neronella tasca di dietro dei pantaloni da lavoro.Una sarchia la terra magra di un orto in salitala vestaglia a fiori tenuila sottoveste che si vede quando si piega.Uno impugna…
Lu quatru de lu Santu a ccapumenzacrande la barba ca pare scumazza,cu llu Ggesubbambinu ca lu mbrazzae rride su lla santa pruidenzia;la fronda ca li nvèrdica la mazzae lli mprumette sape cci presenzascusa de fiuru a la casta stinenza;le porte…
Metti in versi la vita, trascrivifedelmente, senza tacereparticolare alcuno, l’evidenza dei vivi.Ma non dimenticare che vedere non èsapere, né potere, bensì ridicoloun altro voler essere che te.Nel sotto e nel soprammondo s’allaccianocomplicità di visceri, saettano occhiated’accordi. E gli istanti s’affaccianoal…
Eccomi qui Totò, a scrivere di te, alle 22,30 di un 17 marzo di un anno che vede il tuo mondo sempre più preda di una deriva totale. Ma non è di questo che ti voglio parlare. Sai, Paola fa…
Ci sono poetiche di viverefanno solo finta.Si profumanosi aggrazianosi atteggianoconoscono almeno milletermini inglesi e francesii più sofisticatie parlano solo se sannodi non essere capiticosì di loro si dirà:ma come parla bene!poeti diffidentiinaccostabili diviniche non valgono nienteconvinti ad ogni costoche tutto…
Sia che costellino il paesaggio coi muretti a secco, la terra rocciosa, le costruzioni nelle campagne, le torri guardiane, sia che lo circondino di un alone di mistero con i dolmen e i menhir, da sempre il tufo, la roccia,…
dona qui l’abbandono, un requiemsenza aggettivi, una periferia di lucein piena devozione fai del tentativonon più di un dittero chenon conosce né scopo, né utilené perché venne a dimenare le aliquando dovrà dismetterle, cosa aspettarsiin cambio. Fa che sia docile…
Un dio sul trattore.Raffaele era un uomo felicetrattorista a Palazzo San Gervasiorivoltatore di zolle alla Castellanaprima delle orde vacanziereSi sentiva diosolo a portare a spasso la moglie sultrattore.
“… e sempre m’innamora l’incanto …”:Inizia così una tra le più suggestive delle pagine di Lele Mastroleo, lo scrittore ‘da lontano’ che avvicina i suoi sogni ad un bambino che ha lasciato ‘qui’, e che, di tanto in tanto, torna…