(a cura di Tina Cesari) «O poesia, poesia/ Sorgi, sorgi, sorgi/ Su dalla febbre elettrica del selciato notturno». L’esergo con cui si apre la silloge di Marcello Buttazzo, intitolata E se nel giallo ti vedrò, è un esplicito richiamo a…
Leggero leggero nel viaggio giungerò ad un cippo iscritto posto sul ciglio scandirà distanze alla Città che non conosco. Si! In andare. Si! Bevendo Stelle a scovar quel ch’è il pulsare veder lì pietra miliare distanze. Scelgo l’andare…
In questo limbo d’addii ch’è la vita mi riuscirà qualche volta di andare come un vecchio deluso a leggere le cabale d’un mio sogno sconfitto e venderle al passante per un obolo. Saranno troppo svagati i rondoni della mia primavera,…
Non so quali ombre amare ti portano dove aumenti la sera e insegui i miei passi mai sazi, triste voce nella città che lenta al perire dei sogni si stende. Da ”Io non avevo la tua fresca guancia”, Palomar, Bari,…
In maniera insolita, vogliamo ricordare in contemporanea due poeti, il primo sicuramente più conosciuto, anche se non adeguatamente valorizzato, e Carmine Cucugliato, poeta di Lizzanello. Nella prefazione del volumetto di quest’ultimo , datata luglio 1967, così scriveva Tommaso Fiore: -Una…
Ci siamo separati e riuniti,abbiamo seguito l’arteria principale.Chiusi in una grande chiesa,l’orologio di un mio amico hasmesso di battere.La calura rovinosa di luglioha desolato la vegetazione ingiallendolae per quanto ne so ho cercatoil mio destino: il senso;la mia identità: il…
I poeti non hanno pazienza infinitae l’inchiostro, oramai, ha le ore contate.L’ultimo menestrello della sortegiù per un vicolo di pietras’incanta all’incrocio ferreo dei balconiinterrotto dal rosso dei geranicome le ore noiose del meriggiodal cicalare breve e acuto dei bambini.Un vecchio…
Come erba nei parcheggi:segretamente. E il chiosco blu di persiane.difficile dire il contrario: era in piediin equilibrio sulle saggine di maestrale;nettamente in piedi contro una minieradi attese. Estraeva e lucidavarugiade millenarie da un temporaleuna vertigine alta di sereno.Poco più avanti…
Ma non ti stanchi, dolore, di rimanere sempre a te stesso fedele? Che te ne fai del farmi male: non ti dai l’eternità, se mi uccidi con me muori. Di te, invece, m’è venuta noia, né più il tuo vacuo…
Me ne vado persa tra le strade d’amare su cui si scrivono saluti blu. Me ne vado tra archi illuminati di notte, bianchi visi di santi erosi da un vento che viene da Sud. Pietre immense smussate: teatri di favole…